Archive for the 'morte/vita' Category

Ricordando Nanda e Faber

 

 

Video by papillux

 

Ave

 

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In ricordo di Fernanda

 

IL SUONATORE JONES

 

La terra ti suscita
vibrazioni nel cuore: sei tu.
E se la gente sa che sai suonare,
suonare ti tocca, per tutta la vita.
Che cosa vedi, una messe di trifoglio?
O un largo prato tra te e il fiume?
Nella meliga è il vento; ti freghi le mani
perché i buoi saran pronti al mercato;
o ti accade di udire un fruscio di gonnelle
come al Boschetto quando ballano le ragazze.
Per Cooney Potter una pila di polvere
o un vortice di foglie volevan dire siccità;
a me pareva fosse Sammy Testa-rossa
quando fa il passo sul motivo di Toor-a-Loor.
Come potevo coltivare le mie terre,
- non parliamo di ingrandirle -
con la ridda di corni, fagotti e ottavini
che cornacchie e pettirossi mi muovevano in testa,
e il cigolìo di un molino a vento - solo questo?
Mai una volta diedi mani all’aratro,
che qualcuno non si fermasse nella strada
e mi chiedesse per un ballo o una merenda.
Finii con le stesse terre,
finii con un violino spaccato -
e un ridere rauco e ricordi,
e nemmeno un rimpianto.

 

Fernanda Pivano, traduzione di ‘Fiddler Jones’

 

 

Fernanda Pivano
Fernanda Pivano, Porto Ercole 1966,
fotografia di Ettore Sottsass

 

Il suo sito

 

Ave

 

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Le Vent Nous Portera

 

Noir Desir - Le Vent Nous Portera, live A Evry 2002.
Du DVD ‘Noir Desir en Images’.

 

 

Video by Dextrous

 

Ave

 

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Ad Antonio e Michele

 

Un amico se ne va, e il dolore è immenso. Poi piano piano si stempera, si distribuisce lungo i giorni e si diluisce un po’, appena appena, quel tanto che serve a continuare a vivere. Ma arriva qualcosa che lui amava, o che avrebbe amato pazzamente. Ne avremmo discusso, avremmo riso insieme, avremmo ironizzato, saremmo stati generosi e cattivissimi. Signore, quanto mi manca. Mi sembra di averci parlato stamattina, di esserci visti ieri sera, di aver camminato con lui tutta la notte, fino all’alba, a raccontarci ogni cosa, a stare zitti insieme. E senti un buco dentro, e il dolore all’improvviso sembra insopportabile. È nelle cose “piccole” che si tocca l’infinito.
È stato così con Facebook. Mi sono iscritta da pochi giorni, ed è stato atroce non poter cercare Antonio e Michele, che se ne sono andati anni fa. Sarebbero stati qui, senz’altro. Quante ce ne saremmo dette. Quanto mi mancano. Un abbraccio a voi due, da questo pianeta, da questo universo. Un saluto dei nostri, ai miei due amici.

 

Ave

 

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