Archive for the 'erba' Category

PROSIT

 

Le Marche, dove vivo, e la Liguria, l’altro mio grande amore, sono mare e Appennini. Terre aspre e gentili, gente di poche parole e racconti che incantano, cibi sobri che sanno diventare raffinata voluttà. Terre di erbe selvatiche, così tante e così diverse che non basta una vita a incontrarle tutte.

Amo le erbe selvatiche. Con tante di queste si preparano, preparo cibi e bevande che è difficile raccontare. Le erbe non si comprano, non si catturano, non si possiedono, non si usano: si riconoscono, si raccolgono, se ne gusta il profumo, se ne assecondano le particolarità. È l’unico modo di goderne.

Ieri Rolando, grande cuoco e raccoglitore di storie di cucina, presentando il suo ultimo libro, ci ha offerto un suo liquore d’erbe, verde come clorofilla pura, profumato come doveva essere il giardino dell’Eden.

Ritrovare quello stato di grazia in un piccolo bicchiere.

Un pensiero alla vostra salute.

 

Ave

 

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Uscite, per favore! (di Luna e di Venere)

 

 

Stanotte ho lavorato alla tesi, e verso le 4 e mezza sono uscita. Una notte da creazione del mondo: una congiunzione Luna-Venere, poco sopra il profilo dei monti delle Cesane, dalla bellezza quasi insopportabile, e più a sud anche Orione, e Marte, e tutto un cielo così insolitamente nitido e terso da lasciar vedere un’incredibile profondità di stelle, e la densità della Via lattea, e ancora stelle, dappertutto.

 

Sono stata col naso all’insù per un po’, e poi mi sono sdraiata sull’erba a guardare.. mmmhhh.. Una specie di viaggio nel tempo. Quando viaggio nello spazio senza avere intorno limiti che mi opprimono, allora sento che sto viaggiando anche nel tempo. Pure in barca a vela è così, quando c’è solo mare tutto intorno, da ogni parte.

 

Uscite, di notte. Se non quando avete orari pressanti di lavoro, almeno nelle cosiddette “vacanze”. Tirate tardi, o mettete la sveglia a una cert’ora. E scappate dalle luci, immergetevi nel buio più buio che trovate. Cercatelo, trovatelo. Guardate in alto e riprendete fiato. Guardate in alto, e riprendetevi la vita. Che a volte dimentichiamo da qualche parte, trascurata, spiegazzata, come fosse un po’ inutile, mentre andiamo di qua e di là, affannati, senza guardare in alto mai.

 

Un pensiero a chi invece non ce la fa, ad uscire. Perché troppo malato, troppo stanco, troppo solo. Un abbraccio forte, e quest’alba di oggi, per voi.

 

Ave

 

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